Agliè è un piccolo borgo del Canavese con profonde tracce della sua storia e della sua cultura antica e recente. Il monumento più rilevante è il Castello Ducale con un vastissimo Parco che contiene la bellissima esedra monumentale della fontana dei fiumi, giardini all'italiana ed all'inglese, laghetti e sentieri per lunghe passeggiate tra prati e boschi secolari.
Significative la barocca Chiesa di Santa Marta dell'architetto Michela, dal singolare campanile triangolare, contenente anche un simulacro sindonico e, fuori porta, tra le colline circostanti, S. Maria della Rotonda e la Chiesa detta dei Tre Cioché.
Il borgo di Agliè ha un profondo legame con la poesia di Guido Gozzano che, di famiglia alladiese, trascorreva nella Villa Meleto (foto sotto), oggi restaurata e visitabile come interessante Museo, grande parte dei suoi soggiorni estivi.
Agliè offre anche angoli sconosciuti ma suggestivi, quali le prospettive dei portici della via centrale e delle vecchie vie del borgo ed il silenzio ed il verde del Laghetto della Gerbola.
Consigliata una visita alle pasticcerie locali produttrici del tipico Torcettino di Agliè ed alle aziende vitivinicole, che partendo dai vitigni tipici della zona hanno sviluppato una produzione di qualità comprendente ottimi rossi DOC del Canavese e lo straordinario Erbaluce.
Il castello di Agliè
Il Castello di Agliè esisteva probabilmente fin dal secolo XII, epoca dell'affermazione della famiglia dei San Martino. La vicenda costruttiva del castello si articola nell'arco di sei secoli: nel 1642 il Conte Filippo San Martino di Agliè affidò all'architetto Amedeo di Castellamonte il progetto della trasformazione dell'austero castello guerresco in dimora signorile.
Il castello ed il parco, insieme al feudo ed al borgo di Agliè rimasero sotto il dominio dei San Martino sino al 1763, quando furono ceduti alla casa regnante dei Savoia, divenendo così una delle principali dimore della Corte sabauda.
Si dice che le ossa di Re Arduino siano state fatte traslare qui da Fruttuaria dal Conte Filippo San Martino d'Agliè che le conservò in un'urna nella cappella.
Quando il Castello passò ai Savoia nel 1764, la contessa Cristina di Saluzzo Miolans, moglie del marchese Giuseppe San Martino (ex proprietario del Castello) ed amante del Conte Francesco Valperga di Masino, riuscì ad introdursi furtivamente nel Castello di Agliè, trafugare i resti di Arduino e trasportarli al Castello di Masino, dove tuttora si trovano.
All'interno del Castello di Agliè si possono ammirare fastose sale arredate ed affrescate e numerosi tesori d'arte.